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Cosa sono i farmaci

L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce farmaci "tutti i composti che, introdotti in un organismo vivente, possono modificarne una o più funzioni". I farmaci sono molecole capaci di interagire con i processi dell’organismo.
Nella quotidianità può capitare di aver bisogno di un farmaco per ottenere sollievo da qualche sintomo o per una cura vera e propria, in ogni caso i farmaci non vanno assunti su consiglio di amici, su influenza della pubblicità né in seguito ad una decisione personale. E’ bene ricorrere al parere del medico e/o del farmacista e si devono sempre seguire le prescrizioni del medico o i consigli del foglio illustrativo del medicinale.

Tutti i farmaci sono costituiti da principi attivi e da eccipienti:

• l’azione curativa del farmaco dipende dal principio attivo, il medicinale vero e proprio
gli eccipienti sono sostanze innocue, come l’amido, la cellulosa, l’acqua, il saccarosio, che:
• preservano il principio attivo da agenti esterni, come la temperatura e l’umidità, che potrebbero danneggiarlo
• evitano il deposito del principio attivo sul fondo dei contenitori
• facilitano l’assorbimento del principio attivo nell’organismo (facilitando lo scioglimento, rendendo più gradevole il sapore, ecc…)

Per essere inseriti in commercio i farmaci devono essere di qualità, efficaci e sicuri.
La qualità di un farmaco assicura che gli ingredienti sono privi di altre sostanze contaminanti.
Un farmaco di qualità è anche efficace: la quantità di principio attivo contenuta assicura l’effetto terapeutico richiesto.
La sicurezza di un farmaco implica che i benefici attesi siano superiori ai rischi, se assunto secondo le prescrizioni.
Oltre che comportare un beneficio, detto effetto terapeutico, i farmaci possono provocare effetti indesiderati; vanno quindi usati con cautela.

LA SCELTA DEL FARMACO

A seconda delle pericolosità i farmaci sono classificati in tre categorie:

FARMACI SOGGETTI A PRESCRIZIONE MEDICA (FARMACI ETICI)

Possono essere venduti solo dietro presentazione di ricetta medica. Possono essere dispensati in regime assistenziale dal Servizio Sanitario Nazionale a seconda della classe. Comprendono specialità medicinali e farmaci generici. Riportano sull’imballaggio esterno” da vendersi dietro presentazione di ricetta medica”.

MEDICINALI SENZA OBBLIGO DI RICETTA MEDICA (O DA CONSIGLIO)

Possono essere venduti senza ricetta, su consiglio del farmacista. Possono essere dispensati in regime assistenziale dal Servizio Sanitario Nazionale. Si tratta di farmaci che vengono collocati in un'area cosiddetta “senza ricetta”, un’area sotto specifico controllo da parte delle autorità sanitarie da cui possono venire rimossi qualora insorgano problemi.

MEDICINALI DA BANCO O DI AUTOMEDICAZIONE

(OTC over the counter, SOP senza obbligo di prescrizione)
I farmaci da banco, totalmente a carico dei cittadini, sono acquistabili liberamente in farmacia senza la ricetta medica.
Generalmente sono farmaci semplici che pongono rimedio a piccoli disturbi: ricostituenti, lassativi, vitamine, antiacidi, antinfiammatori, colliri. La loro scelta è affidata al singolo, consigliato dal farmacista o dal medico di famiglia. L’uso di questi medicinali non è privo di rischi: un uso improprio può causare effetti indesiderati e nocivi.
Tutti i farmaci da banco devono essere contrassegnati da un bollino di riconoscimento, stampato o incollato in posizione visibile su tutte le confezioni. Il bollino è unico per tutti i farmaci, deve essere visibile sulla confezione esterna senza coprire le altre scritte delle confezioni, deve riportare chiaramente la scritta "Farmaco senza obbligo di ricetta" e deve essere grande almeno 1.7 centimetri. Tramite il bollino, il consumatore può così riconoscere chiaramente quali sono i farmaci da banco tra tutti quelli esposti. Il bollino è obbligatorio su tutte le confezioni prodotte dopo il 1 marzo 2002,.
Importantissimo comunque è non sottovalutare mai le potenzialità dei farmaci da banco, anche se possono essere presi liberamente, è sempre indispensabile affidarsi al consiglio del Farmacista e rispettare tempi e posologie suggeriti.
Ai farmaci di automedicazione è consentita la pubblicità, autorizzata dal Ministero della Sanità

IL DECALOGO DELL'AUTOMEDICAZIONE

1. Evitare il ricorso prolungato ai farmaci da banco: se un disturbo non si risolve entro 24-48-ore è bene rivolgersi immediatamente al medico
2. Se un disturbo tende a ripresentarsi di frequente è bene interpellare il medico
3. Quando si acquista un farmaco da banco si deve comunicare al farmacista se si stanno assumendo altri farmaci e quali: il farmaco da banco, infatti, potrebbe “non andare d’accordo” con le altre cure in corso
4. Evitare di assumere due o più farmaci da banco che hanno le stesse indicazioni, per esempio due analgesici diversi: in questo caso quasi sempre si sommano gli effetti collaterali senza nessun beneficio in più
5. Imparare a distinguere i farmaci non solo in base al nome commerciale, ma al principio attivo, cioè alla sostanza che contengono. Per esempio, Tachipirina ed Efferalgan contengono entrambi paracetamolo. In questo modo si eviterà di assumere, senza accorgersene, quantità di principio attivo superiori a quelle consigliate
6. Tenere presente che i farmaci da banco sono venduti senza ricetta perché ormai si sono dimostrati relativamente sicuri: questo però non significa che siano privi di effetti negativi se usati al di fuori delle indicazioni fornite dal foglietto illustrativo e dal farmacista
7. E' buona norma dire al farmacista il motivo per cui si acquista quel farmaco, si potranno così ricevere informazioni più dettagliate sul medicinale
8. Chiedere al farmacista se esiste un farmaco equivalente ad un prezzo inferiore
9. In caso di allergie o di precedenti reazioni a qualche medicinale, chiedere al farmacista se il farmaco scelto sia compatibile
10. Informare il farmacista su eventuali allergie note

TIPI DI FARMACI

I farmaci sono suddivisi in diverse categorie:

SPECIALITA’ MEDICINALI

Nascono dalla ricerca di un’azienda che li “battezza” con un nome di fantasia (es. aspirina) ed ha l’esclusiva della vendita fino allo scadere del brevetto di registrazione. Il brevetto è lo strumento che tutela l'inventore da terzi che potrebbero introdurre il prodotto nel mercato godendo dei guadagni senza aver affrontato le spese per la ricerca. Scoprire e fare nascere un farmaco vuol dire sostenere dei costi dalla sua scoperta fino al suo lancio sul mercato, la commercializzazione di un farmaco per i primi anni serve a ripagare gli investimenti compiuti dall'Azienda farmaceutica. In mancanza del brevetto potrebbe essere facile per un'azienda copiare un farmaco inventato da un'altra ed immetterlo sul mercato ad un prezzo molto più basso non avendo sostenuto i costi della ricerca.
Il brevetto, quindi, tutela quelle Aziende orientate alla ricerca e, indirettamente, tutela anche i Consumatori, garantendo la continuità della ricerca stessa.

GALENICI MAGISTRALI

Medicinali destinati ad un determinato paziente e preparati in farmacia su prescrizione del medico.

FARMACI GENERICI (L.28/12/95)

La storia dei farmaci generici in Europa e in Italia comincia nel 1965, con la direttiva CEE n. 65/65 sui medicinali, che all’art. 8, comma 3, conteneva una norma che avrebbe dovuto facilitare l’ingresso dei "farmaci copia" anche in Italia. La direttiva però è stata recepita nel nostro paese solamente dopo più di un quarto di secolo, nel 1991.
Nel nostro Paese i farmaci generici rappresentano ancora una novità e, attualmente sono ancora poco diffusi per vari motivi: scadenza dei brevetti, tempi lenti di autorizzazione da parte del Ministero della Sanità, poca motivazione e conoscenza da parte dei medici e farmacisti, scarsa informazione del Consumatore.
In Europa sono già da anni una consuetudine, infatti diversi Governi promuovono l’uso di questi farmaci attraverso incentivi rivolti a medici e farmacisti perché questa pratica si traduce in un risparmio notevole per lo Stato.
Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), i farmaci generici - o più semplicemente ‘generici’ - sono medicinali a base di uno o più principi attivi, prodotti industrialmente, e non più soggetti alla copertura brevettuale. I farmaci generici vengono identificati "...dalla Denominazione Comune Internazionale (DCI) del principio attivo, seguita dal nome del titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio..."
Sono l'imitazione di una specialità medicinale con brevetto scaduto, vengono preparati industrialmente e messi in commercio con la denominazione comune della sostanza (es. acido acetilsalicilico) da aziende autorizzate dal Ministero della Sanità.
La legge (DL323 del 20/06/96) impone ai farmaci generici un prezzo di vendita che deve essere inferiore almeno del 20% rispetto alla corrispondente specialità medicinale.
I procedimenti adottati per la produzione e il controllo di qualità del farmaco generico devono rispettare tutti i principi delle Norme di Buona Fabbricazione, per cui il farmaco generico è un prodotto con gli stessi standard di qualità farmacologica e farmaceutica della corrispondente specialità.
I farmaci generici possono essere sia da banco (acquistabili liberamente) che prescrivibili (acquistabili solo con ricetta medica), esattamente come la specialità medicinale da cui derivano.
Possono costituire un utile sostituto della specialità medicinale.

CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DEL “BUGIARDINO”

Ogni farmaco approvato dalla European Medicines Evaluation Agency (EMEA), l'agenzia europea responsabile per l'autorizzazione al commercio dei nuovi farmaci, è accompagnato dal foglietto illustrativo che si trova all'interno di ogni confezione farmaceutica. I foglietti indicano:
Nome del farmaco
Nome del principio attivo
Forma farmaceutica
Nome dell’azienda titolare dell’Autorizzazione all’immissione in Commercio
Composizione
Numero del lotto di produzione
Data di scadenza del prodotto
Precauzioni per la conservazione
Da vendersi dietro presentazione di ricetta medica (per i farmaci etici)
Precauzioni varie: leggere l’istruzione interna, tenere fuori dalla portata dei bambini. La data di scadenza si riferisce al prodotto correttamente conservato

Nome del farmaco e composizione: i farmaci sono conosciuti con il loro nome commerciale, ma spesso prodotti commerciali diversi contengono lo stesso principio attivo, che è il composto chimico che svolge l'azione farmacologica
Principio attivo: è la sostanza attiva presente in ogni farmaco, cioè il prodotto che induce l’effetto farmacologico. Il nome del principio attivo fa spesso riferimento alle sue caratteristiche chimiche, e gli è attribuito al momento della scoperta.
Forma farmaceutica: indica se il farmaco è in forma di compresse, fiale, supposte, sospensioni orali o altro
Indicazioni: ossia le malattie che il farmaco permette di curare
Controindicazioni: il termine indica in quali casi l’uso del farmaco è sconsigliato
Posologia: rappresenta il dosaggio e i tempi di somministrazione, cioè quanto farmaco assumere e con che intervallo
Effetti collaterali: sono i sintomi che possono comparire durante la somministrazione del farmaco a dosaggi normali

LE MODALITA' DI ASSUNZIONE DEI FARMACI

Gli errori più frequenti sono quelli di dosaggio, in particolare il sovradosaggio, l'assunzione di un medicinale sbagliato o ad intervalli sbagliati.
Per usare in modo appropriato qualunque medicina, è dunque essenziale rispettare le "modalità di assunzione" specificate dal medico, cioè:
- l'ora in cui va preso. Quando il medico curante raccomanda di assumere il farmaco prima dei pasti, si intende nel periodo immediatamente precedente l’inizio del pasto, cioè fra 30 e zero minuti prima di iniziare a mangiare. Se invece viene indicato di assumere il farmaco dopo i pasti, si intende a stomaco pieno. Se il prodotto può essere preso indipendentemente dai pasti significa che non c’è interazione fra farmaco e cibo, quindi il medicinale può essere assunto in qualsiasi momento della giornata.
- una o più volte al giorno, tutti i giorni o no, per un periodo continuato o eccetera
- la compatibilità con altri farmaci: alcuni principi attivi possono avere un'azione agonistica su di un altro, potenziandone o riducendone gli effetti. I farmaci si devono assumere solo con acqua o con bevande non alcoliche, ed è preferibile non consumare bevande alcoliche finché si assumono farmaci. Tranquillanti ed ansiolitici, ma anche antidolorofici, alcuni antistaminici, perfino sciroppi per la tosse interagiscono con l'alcol, potenziando reciprocamente gli effetti negativi. Gli effetti cumulativi sono "automatici" con tutte le sostanze psicotrope voluttuarie (anfetamine, hashish, marijuana, eroina, sostanze di sintesi ecc.).
- in che modo il farmaco deve essere assunto

LA CONSERVAZIONE DEI FARMACI

Conservare i farmaci nel modo appropriato è importantissimo per mantenere integre le proprietà curative dei medicinali e per preservare la salute. Le principali accortezze, universalmente riconosciute, sono:
- conservare i farmaci lontano dalla portata dei bambini
- conservare i farmaci nella loro confezione originale
- riporre i farmaci in un luogo lontano da fonti di calore e non esposto alla luce
- conservare i farmaci in luoghi asciutti perché l’umidità può far perdere efficacia al farmaco

Cosa chiedere al medico

E' molto importante che il paziente descriva meglio che può i sintomi che prova al medico per agevolare una corretta diagnosi ed una corretta prescrizione del farmaco necessario.
A tal fine suggeriamo di prendere nota delle domande da porre al medico e dei disturbi, anche piccoli sintomi che sembrano stupidaggini possono essere importanti al fine della diagnosi.
E' importante spiegare il sintomo semplicemente, con parole povere se non si è sicuri del termine tecnico che descrive il nostro disturbo.
E' buona norma portare una lista dei farmaci che si hanno in casa affinché il medico possa valutare se è possibile utilizzarli.

Il paziente che non riceve la prescrizione di un farmaco deve ricordare che spesso è importante rispettare una corretta condotta igienico - alimentare per vedere scomparire un disturbo, i farmaci non fanno i miracoli !!!

1. Per il mio disturbo, in aggiunta ai farmaci, cos’altro posso fare per facilitare la cura?
2. Che cosa è e a cosa serve il farmaco che mi ha prescritto?
3. Quanto è importante per la mia salute assumere questo farmaco?
4. Come e quando va preso?
5. Cosa devo fare se dimentico una dose?
6. Per quanto tempo dovrò assumerlo?
7. Quali sono gli effetti indesiderati che il farmaco può causare e che cosa devo fare se si verifica uno di quei disturbi?
8. Quando devo tornare per un controllo?
9. Devo tenere nota di come mi sento durante la cura?
10. Quanto costa il farmaco? Esiste un farmaci meno costoso adatto alla mia cura?
Cosa chiedere al farmacista
Capita spesso di rivolgersi al farmacista piuttosto che al medico per risolvere un problema di lieve entità. I farmaci impiegati in questi casi non sono farmaci privi di rischio solo perché sono acquistabili senza ricetta medica: richiedono anch’essi particolari attenzioni e precauzioni nella scelta e nell’uso.
E’ consigliabile perciò affidarsi a chi ne sa di più evitando di volersi curare da soli, dietro consiglio di amici o parenti, o, peggio, su pressione della pubblicità. Un disturbo, anche banale, può nascondere una malattia più seria e ciò che è servito ad una persona non è detto che vada bene per un’altra.
E’ questo il motivo che spinge il farmacista a rifiutare certi farmaci senza ricetta o ad indirizzare dal medico per un approfondimento. In questi casi è bene non insistere perché il farmacista sta compiendo il suo dovere: evitare cioè un uso incontrollato dei farmaci a tutto vantaggio della nostra salute.
1. Ci sono farmaci, alimenti o bevande, che devo evitare mentre prendo questo farmaco?
2. Questo farmaco può ridurre la mia capacità di guidare l’auto o di svolgere lavori che richiedono equilibrio e prontezza di riflessi?
3. Quale è il giusto dosaggio?
4. Può interferire in caso di alcune allergie?
5. Per quanto tempo devo assumerlo?
6. Come e dove devo conservarlo?
7. Se avrò bisogno di proseguire la cura è necessario avere la ricetta per riacquistare il farmaco?
8. Esiste un farmaco meno costoso adatto alla mia cura?
9. La data di scadenza è solo indicativa o l'assunzione può essere pericolosa anche solo dopo pochi giorni dalla scadenza?
10. Come devo fare a liberarmi dal farmaco scaduto?

Per ridurre lo spreco di medicinali

• Farsi prescrivere ed acquistare solo i medicinali di cui si ha veramente bisogno
• Non gettare via un farmaco inutilizzato, se non è scaduto, perché, in futuro, potrebbe ancora essere utile
• Segnalare al medico, o al farmacista, i medicinali presenti in casa affinché possa valutare la possibilità di utilizzarne qualcuno già disponibile
• Informarsi sulle alternative più a buon mercato, spesso esiste un farmaco generico corrispondente meno caro.

 

Federconsumatori ha condotto un' indagine sul prezzo dei farmaci che qui vi riportiamo.